Questi i condannati:
Biagio Gugliotta, 5 anni – Massimo Luigi Pigozzi, 3 anni e 2 mesi - Alessandro Perugini, 2 anni e 4 mesi – Anna Poggi, 2 anni e 4 mesi - Daniela Maida, 1 anno e 6 mesi - Antonello Gaetano, 1 anno e 3 mesi - Matilde Arecco, Alfredo Incoronato, Natale Parisi, Mario Turco e Paolo Ubaldi , 1 anno - Barbara Amadei , 9 mesi - Giuliano Patrizi, 5 mesi - Giacomo Toccafondi (medico) 1 anno e 2 mesi - Aldo Amenta (medico), 10 mesi.

Bolzaneto, una pagina di vergogna e orrore

 

bolzaneto

Nella notte tra il 21 e il 22 luglio 2001 la caserma di Bolzaneto, dove furono condotte le persone arrestate nei giorni del G8, è stata descritta dai pm come «un girone infernale» e un luogo di tortura fisico e psichico. Secondo l’accusa sarebbero avvenuti episodi di vera e propria tortura che avrebbero violato la dignità umana e i più significativi diritti alla persona. Anche in infermeria, medici e agenti avrebbero inflitto vessazioni agli arrestati feriti. I pm, nella loro lunga requisitoria, raccolta in una memoria di 600 pagine, affermarono che nella «caserma di Bolzaneto furono inflitte alle persone fermate almeno quattro delle cinque tecniche di interrogatorio che, secondo la Corte Europea sui diritti dell’uomo, chiamata a pronunciarsi sulla repressione dei tumulti in Irlanda negli Anni Settanta, configurano “trattamenti inumani e degradanti”».

L’accusa però, non potendo contestare il reato di tortura, che non esiste nel nostro ordinamento, ha scelto di chiedere per i vertici apicali preposti alla struttura l’art.323 (abuso d’ufficio) oltre alla violazione della convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, abuso d’autorità nei confronti di persone arrestate o detenute, minacce, ingiurie, lesioni. I reati contestati saranno tutti prescritti nel 2009, ma le eventuali condanne consentiranno alle parti civili di chiedere un risarcimento o ottenere già oggi una provvisionale, chiesta da tutti i loro legali.

Nel «girone infernale», descritto dai pm, c’erano ragazzi e ragazze picchiati, tenuti ore e ore in piedi con le mani alzate, accompagnati in bagno e lasciati con le porte aperte, insultati, spogliati, derisi e minacciati di guai peggiori, tra cui la sodomizzazione, un salame usato come manganello, una mano divaricata e spezzata. Le ragazze erano chiamate «troie, »puttane« come accadde a Sara Bartezaghi a cui agenti dissero anche, ricordando la morte di Carlo Giuliani: «Ne abbiamo ammazzato uno, ne dovevamo ammazzare cento». C’è poi la testimonianza di Massimiliano A., 36 anni, napoletano, disabile al cento per cento.«Gli agenti mi hanno preso in giro - ha raccontato al processo - per la mia bassa statura, insultandomi con “Nano buono per il circo”, “Nano di merda”, “Nano pedofilo”». Il pm ha ricordato che Massimiliano per un’ora non riuscì a farsi accompagnare in bagno, per cui si fece addosso i suoi bisogni e rimase sporco a lungo perchè gli impedirono di pulirsi. Un altro episodio riguarda Katia L., minacciata dagli agenti di farle fare la stessa fine di Sole (Maria Soledad Rosas), l’anarchica argentina che si suicidò in carcere dopo la morte del compagno, entrambi arrestati nell’ambito dell’inchiesta sugli attentati contro la Tav in Valle Susa. La ragazza si sentì male e vomitando sangue venne portata in infermeria dove un medico le somministrò dell’ossigeno. Al rifiuto della ragazza di sottoporsi ad una iniezione il medico la liquidò: «Vai pure a morire in cella».

L’Unità 14.07.08

Non credo vi siano urgenti necessità nel dover a tutti i costi attuare i famosi “sette” punti del programma. Personalmente, sono convinto che la conquista di questi sette traguardi significherà tralasciare per strada almeno il doppio di quei traguardi che i nostri nonni e i nostri padri hanno conquistato per permetterci di vivere in un paese democratico. Sono sicuro che avremo modo di apprezzare comunque il vostro lavoro anche se doveste decidere di non farlo proprio per davvero. Insomma, in campagna elettorale se ne dicono tante…

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Alessia Grossi

Pubblicato il: 13.03.08 l’Unità

 Andare a votare? «Ma anche no». La campagna elettorale su YouTube ci ha abituati ormai ad ogni forma ed espressione del pensiero elettorale. Se si digita ad esempio “elezioni politiche 2008″ sul motore di ricerca youtubiano si trova davvero di tutto. Dalla satira contro questo o quel candidato a post di questa o quella campagna elettorale. A destra come a sinistra, per una sorta di parcondicio YouTubiana fai da te, i post sono centinaia. Ma su YouTube la virtù sta nel mezzo. E nel mezzo stanno i post che esortano a non andare a votare.Così la parcondicio è attuata. Ecco allora che “aurearoma” fa il carosello delle candidature. Quelle del Pd e quelle del Pdl. E dopo una girandola di volti noti, scelti a sostegno della tesi che “la mucca non dà latte”, o almeno, queste mucche non ne danno, la domanda è: «Votare»?.

La risposta è: «Ma anche no».

Per SindacoDeroma, infatti, solo “chi dorme prende pesci”. Se poi i pesci si trasformano in incubi anche dormire non è una soluzione. A meno che quelli non siano incubi ma la dura realtà. Allora se fuori ti aspetta quel Calderoli, quel La Russa, quel Fini quello spettacolo al Senato “meglio dormire che andare a votare”. E per evitare di dare altre illusioni, SindacoDeRoma non esorta a non andare a votare ma ad “annullare la scheda”.

Ma su YouTube c’è anche chi pensa che se proprio si deve scegliere, meglio “scegliere di non scegliere”. “Vota il Partito Nientista Italiano”. Lo slogan del partito di YouTube è «Non faremo nulla, ma lo faremo bene». Già tutti i giornali ne parlano. Gli altri partiti lo temono, qualcuno vuole allearsi con il Pn che, sondaggi alla mano, da solo farebbe il 70per cento. E davanti alle telecamere i candidati del Partito nientista presentano il loro manifesto programmatico. «È nato il partito fatto su misura di “un uomo stanco”. Il partito che promette agli italiani di non fare assolutamente niente, ma di farlo bene. «Noi del Pn siamo quelli che avete sempre sognato e voi siente coloro che noi abbiamo sempre sognato». E ancora: «se volete fare qualcosa per questa Nazione fate la vostra scelta, scegliete di non scegliere».

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1.      Noi vogliamo cantare l’amor della vita, l’abitudine al risparmio energetico e al rispetto.

2.      Il valore, la ricerca per la conservazione saranno elementi essenziali della nostra poesia.

3.      La letteratura ritrovi se stessa setacciando parole spasmodiche.

4.      Noi affermiamo che la magnificenza del mondo tornerà a splendere della sua più antica bellezza.Un uccello che migra, una balena che canta, un fungo che fuma, un bambino che nasce non possono avere comparazioni

5.      Noi vogliamo inneggiare all’uomo che tiene il volante la cui asta ideale attraversa la terra, ne avverte le vibrazioni e col solo respiro ne alimenta la vita.

 

Leonardo Piscazzi

4 Marzo 2008

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Grillo presidente del consiglio?

Il qualunquismo e la protesta fini a se stessi quale efficacia possono avere come strumento di confronto democratico?

In un futuro più che mai prossimo in cui le accelerazioni di informazione e tecnologia potranno creare molteplici fenomeni di attrazione della protesta  le forze da mettere in campo dovranno essere fresche e lucide al fine di convogliare la protesta al risultato che si vuole ottenere.

Il rischio che si corre è quello di continuare a disincantare dalla partecipazione politica per alimentare fenomeni di protesta virtuale sterili e senza immediato riscontro nella praticità della vita reale.

Tutti hanno l’obbligo di riflettere sui temi che, come genere umano, ci stanno più a cuore ed a partecipare quotidianamente al miglioramento di questi.

La parola magica è “devo continuare”.

Non sentiamoci mai arrivati, non consideriamo mai ultimate le nostre azioni, proviamo sempre a migliorarle, a continuare nel nostro operato nel rispetto di chi dovrà venire dopo di noi.

Tutti per il bene di ognuno.

Per più tempo possibile.

Leonardo Piscazzi

continua…

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I nuovi sistemi di comunicazione amplificati all’inverosimile da You tube consentono ai candidati di inserire direttamente i propri messaggi elettorali.

Cosa ne pensi?

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Le recenti vicende che hanno visto gli abitanti di Mentana scendere in campo contro la prevista installazione di un ripetitore della Vodafone in pieno centro cittadino hanno fatto sì che termini come elettromagnetismo, onda elettromagnetica e ripetitore tornassero alla ribalta delle cronache nostrane. E se la lotta guidata dal comitato Spontini è ancora lungi dall’approdare ad una soluzione definitiva, non meno importanti sono le legittime preoccupazioni di chi, magari vivendo a pochi metri dall’ennesimo impianto di telefonia, inizia a porsi dei sacrosanti interrogativi sull’incidenza o meno di tecnologie del genere sulla salute umana. Prima, però, di lasciare spazio al risvolto medico- clinico della questione risulta opportuno delineare il quadro di riferimento in tema di elettromagnetismo e tecnologia cellulare. Termini usati e abusati, ma forse a volte poco spiegati.

Leggi tutto:

http://www.eretino.it/rivista/2007/novembre/11/attualita/antenne-e-cellulari-questi-sconosciuti.asp

 

 

altri link utili:

http://www.altremappe.org/elettrosmog/inquinamento%20elettrmagn%201.htm

http://www.diritto.it/osservatori/inquinamento_elettromagnetico/siti/siti.html

http://www.conacem.it/

 

Ieri sera dalle ore 21,00 alle ore 23,00 si è scritta una pagina nuova nella Politica “partecipata” Italiana. Il circolo PD Obama ha convocato la prima assemblea on line: un successo di partecipazione e di confronto. Il risultato è stato 80 collegamneti via skype  e più di 200 post sul blog in meno di due ore.

(continua)…

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Candidati con la fregola dei blog, referendum via Internet, incontri convocati a colpi di mouse. Ma anche tv, radio e circoli di partito online. L´esperto applaude e vede nel proliferare di questi strumenti di comunicazione una ventata di novità e una ragionevole speranza.
«Finalmente c´è la possibilità di assistere a una campagna elettorale un po´ diversa, forse ci stiamo avviando a diventare un Paese davvero normale, con un confronto decisamente più civile e in un clima abbastanza creativo». L´esperto è Alessandro Amadori, guru delle ricerche di mercato e fondatore dell´istituto di rilevazione Coesis Research. Che ha una tesi: in questa gara per catturare i consensi online il centrosinistra appare in vantaggio: «Perché è partito prima, mentre gli altri si attardavano sulle tv».

http://economia.repubblica.it/tags/internet/Il_Pd_vince_la_sfida_sul_web/6474420